Contro la repressione estendere la solidarietà, rilanciare la lotta

 

 

Questa mattina 22 giovani sono stati svegliati all’alba ed hanno subito perquisizioni nelle case per poi vedersi consegnate 22 ordinanze di custodia cautelare, 17 sotto forma di obbligo di firma, 5 di arresti domiciliari. La maggior parte delle accuse si rifanno alle lotte del movimento studentesco degli ultimi due anni. Inutile dire che tutto questo non rimarrà senza risposta: dopo un’affollata assemblea gli studenti hanno chiamato un presidio sotto la prefettura, che si è trasformato in un corteo che ha attraversato le vie del centro e la stazione centrale volantinando il comunicato allegato in fondo al documento.

Ma la lotta non si ferma qui:

5 Maggio ore 12:00    Conferenza Stampa allo Spazio Autogestito di Novoli

5 Maggio ore 15:00    Assemblea pubblica alla Facoltà di Lettere e Filosofia,

Per organizzare una risposta adeguata…

 

Nella mattinata di Mercoledì 4 Maggio, 22 studentesse e studenti medi e universitari sono stati bruscamente svegliati da uomini in divisa. Immediatamente sono scattate le perquisizioni, seguite dalla schedatura e dalla consegna di 22 ordinanze di custodia cautelare, tra cui 5 arresti domiciliari. Mentre sui maggiori quotidiani nazionali le veline ci narrano di questi “pericolosi anarchici” arrestati perché violenti e quindi accusati di appartenere ad un’unica associazione a delinquere, uno studio più accurato degli atti accusatori delinea i contorni di un’operazione intimidatoria. Gli atti criminosi che sarebbero stati commessi dai giovani compagni sono quasi tutti collocati all’interno delle lotte per il diritto allo studio e contro l’Università-azienda. Sono una semplice conseguenza dell’aver condotto una ferma resistenza alle politiche di smantellamento di scuola ed Università ed alla capacità di autorganizzarsi. Non si tratta, però, soltanto di colpire gli studenti in quanto tali, ma c’è la precisa volontà di aumentare il livello repressivo nei confronti di chi oggi si oppone con mobilitazioni di massa, cortei, occupazioni ed autogestione di spazi di socialità e lotta. Azioni compiute da migliaia di persone vengono trasformate dal prisma della questura in semplici atti di delinquenza comune, quando invece sono stati l’unica risposta possibile al comportamento criminale del governo e dell’Unione Europea in materia di istruzione pubblica, lavoro, ambiente e politiche sociali. Non lasceremo che questura e magistrati, attraverso simili montature realizzate ad arte per i media, fermino la nostra lotta.

Compagne e compagni uniti contro la repressione

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